Contributo del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino Prof. Ezio Pelizzetti
AZIONI DI SISTEMA TRA ALTA FORMAZIONE, IMPRESE E TERRITORIO
La società industriale fondata sulla produzione di beni si è lentamente orientata verso un sistema economico basato sull’informazione e sulla conoscenza; questi due elementi stanno progressivamente caratterizzando tutti i comparti dell’economia, dalla produzione, ai servizi, all’informazione tanto che il successo di un sistema risulterà sempre più legato all’innovazione e al trasferimento di conoscenza.
In questo quadro diviene fondamentale sviluppare azioni imperniate su un rapporto sempre più stretto tra sistema dell’alta formazione, impresa e territorio. Rafforzare l’integrazione tra Università e impresa è uno degli obiettivi centrali che il mondo accademico italiano ha di fronte per rendere sempre più efficace il processo di innovazione avviato in questi ultimi anni
Un ruolo fondamentale in questo circuito di cooperazione è svolto dalla Ricerca. Essa è, da un lato, il motore essenziale per l’innovazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese, dall’altro, in quanto elemento indissolubile dalla didattica, essa è garanzia stessa di innovazione.
La necessità di promuovere il trasferimento dell’innovazione tecnologica dal mondo della Ricerca a quello dell’industria si è fatta sempre più pressante per la competitività delle imprese italiane in campo internazionale. Nell’ultimo decennio il rapido sviluppo della globalizzazione dei mercati, determinato dalla rivoluzione telematica, ha infatti accelerato i processi di rinnovamento in diversi settori, da quello produttivo a quello della comunicazione.
Caratteristica essenziale del sistema produttivo italiano rispetto agli altri Paesi industrializzati è l’elevato numero di imprese di piccola dimensione specializzate nei settori a medio-bassa tecnologia del cosiddetto “made in italy” (agro-alimentare, calzaturiero, tessile-abbigliamento, arredo) e della meccanica e dei beni strumentali.
La maggioranza di queste imprese, pur svolgendo una intensa attività innovativa basata sull’acquisizione di tecnologie già incorporate nei macchinari, non possiede le risorse professionali e finanziare per investire in ricerca ed innovazione.
Pertanto, per le piccole e medie imprese, che in Italia costituiscono circa il 70% della produzione di beni e servizi, e che generalmente non dispongono di valide strutture di ricerca, l’acquisizione di nuove tecnologie è di vitale importanza al fine di poter conseguire o mantenere una posizione di competitività sul mercato nazionale e internazionale.
I grandi mutamenti tecnologici che stiamo vivendo, hanno preso origine dalla utilizzazione di risultati conseguiti in laboratori accademici, valorizzati e sviluppati in un contesto di investimenti con capitali di rischio, rivelatisi strumenti efficaci per lo sviluppo dell’economia in molti paesi occidentali, soprattutto in quei settori, ad alta tecnologia, come l’informatica, le telecomunicazioni, le biotecnologie, la medicina.
Per incrementare i rapporti tra le strutture della ricerca accademica e il sistema produttivo l’Università di Torino ha attivato numerose iniziative quali la creazione di una Agenzia per la ricerca, che cura i rapporti con gli enti territoriali e le imprese, l’Ufficio Brevetti con il compito di provvedere alla valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica, attraverso un uso puntuale degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale, al fine di sostenere la crescita e lo sviluppo economico del paese. Il brevetto rappresenta infatti la base del processo di trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca universitaria, in quanto tutela i diritti dell’inventore e consente, se adeguatamente sfruttato, un ritorno di immagine ed economico. Sono attivi infine gli Spin Off accademici e l’Incubatore di imprese.
Gli spin-off sono una nuova unità economica nata dal distaccamento, da una preesistente organizzazione, di alcune risorse umane ovvero un’impresa nata a opera di soggetti, impegnati in contesti industriali, accademici o istituzionali, che danno origine a un’iniziativa imprenditoriale.
Nel caso specifico degli spin-off accademici la peculiarità consiste nel fatto che le imprese sono promosse da personale dell’Università o di altri centri di ricerca pubblici e hanno come scopo l’utilizzazione imprenditoriale, in contesti innovativi, dei risultati della ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
L’Università rappresenta il luogo ideale dove far nascere e prosperare le idee. Se a questa “naturale disposizione” si aggiunge anche un aiuto pratico, ecco che l’Università, da incubatore di idee si può trasformare in incubatore di imprese.
L’Università già di per sé, senza strutture apposite, è un “naturale incubatore”. E’, difatti, dai laboratori dell’Università che sono nate tante imprese oggi leader del mercato.
L’Università di Torino ha deciso di dotarsi di due incubatori tematici, uno per il polo Chimico-Farmaceutico ed uno per il polo delle Biotecnologie, con il supporto di fondi regionali ed europei. La loro localizzazione è nelle nuove strutture che prevedono l’attività di ricerca nel campo corrispondente.
Lo scopo dell’Incubatore di imprese è quello di aiutare a far nascere nuove imprese attraverso il sostegno economico, tecnologico e di assistenza specializzata, da parte di laureati e laureandi che hanno idee imprenditoriali interessanti e innovative.
E’ in quest’ottica che la Funzione Dir.S.eL. ha formalizzato il progetto “Che impresa l’impresa!” la cui realizzazione si esplicita in quattro fasi:
1) “Profili di Impresa”: attivazione di un ciclo di seminari monotematici per aiutare gli aspiranti imprenditori a fare chiarezza sulle questioni che dovranno affrontare per avviare la propria impresa;
2) “Che Idea l’Impresa!”: concorso per premiare le migliori idee imprenditoriali;
3) “Sorgente d’Impresa”: assistenza durante la fase di start-up delle nuove attività imprenditoriali (tutor personalizzati ed accordi vantaggiosi con liberi professionisti per la stipula dei relativi contratti);
4) “Impresa & Impresa”: individuazione delle varie forme di sostegno nei primi anni di vita delle attività imprenditoriali.
Dal 2004 poi, è iniziata un’importante collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino, attraverso la Funzione Dir.S.eL. e il Politecnico, attraverso la società per l’incubatore “I3P”, i quali hanno unito rispettivamente il Concorso di idee “Che idea l’impresa!” e il Concorso “Galileo Ferraris”, dando luogo ad un’unica business plan competition locale denominata “Start Cup Torino Piemonte”, in linea con tutte le competizioni locali delle Università italiane aderenti al Premio Nazionale per l’innovazione (PNI).
L’obiettivo è quello di sostenere la ricerca e l’innovazione tecnologica finalizzate allo sviluppo economico del territorio della regione, favorendo la diffusione dell’imprenditorialità e stimolando lo sviluppo di idee innovative per la creazione di nuove imprese, e offrendo ai soggetti appartenenti al mondo universitario la possibilità di confrontarsi con le opportunità e le problematiche dell’imprenditorialità, incoraggiandoli ad assumere un atteggiamento positivo e propositivo nei confronti del mercato.
La “business plan competition” si articola in una fase locale, denominata Start Cup Torino Piemonte e una fase nazionale denominata PNI Premio nazionale per l’innovazione.
E’ con vivo interesse che l’Università di Torino partecipa a questa manifestazione denominata “Porte aperte all’innovazione” unica nel suo genere in Italia. I nostri dipartimenti e laboratori di eccellenza saranno ben lieti di aprire le loro porte permettendo al pubblico di toccare con mano i risultati ottenuti dalla scienza e dalla tecnica nei suoi molteplici campi di applicazione al fine di diffondere la cultura dell’innovazione e far crescere la consapevolezza di essere dentro l’innovazione.