Contributo del Presidente del Virtual Reality & Multi Media Park Spa Parco Tecnologico Prof. Gianfranco Balbo

I PARCHI TECNOLOGICI COME PUNTO DI INCONTRO TRA IMPRESE E UNIVERSITA’

L’innovazione tecnologica è la base dello sviluppo economico ed industriale degli Stati ed influenza in modo determinante il progresso o l’arretramento delle nazioni e dei popoli del mondo. In questo contesto, le economie ad alto costo del lavoro possono competere solo se migliorano dal punto di vista dell’innovazione e della creatività.
La ricerca è la base dell’innovazione tecnologica perché non si può innovare senza disporre di numerose e qualificate idee (risultati di ricerca) e quindi l’innovazione tecnologica produttiva dipende dall’efficacia e dall’efficienza della ricerca. Tuttavia, bisogna evitare di cadere nell’errore di confondere ricerca con innovazione e invenzione con successo sui mercati finali dove si esprimono gli effettivi bisogni da soddisfare perché l’innovazione tecnologica coinvolge molti aspetti che travalicano il puro elemento tecnologico. Il vero passo importante del processo innovativo sta nella capacità di implementare le idee con rapidità ed efficacia economica, cioè nella trasformazione di ciò che è concettuale e virtuale in concreto ed attuale.
Ovviamente questo processo innovativo vede coinvolti molto soggetti tra cui quelli più rilevanti sono l’università e le aziende industriali. Di fronte alla difficoltà oggettiva da parte delle Piccole e Medie Imprese (PMI) di effettuare dell’attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) in proprio, non disponendo spesso del “know-how” necessario per accedere alle fonti di finanziamento disponibili per promuovere l’innovazione tecnologica, è necessario che gli Istituti Pubblici di Ricerca e le Università mettano a disposizione alcune delle loro risorse per favorire questo processo innovativo.
Favorire la collaborazione tra Imprese ed Università in un ottica di reciproco profitto, corrisponde alla creazione di punti di incontro tra il mondo della ricerca e il tessuto industriale e produttivo capaci di promuovere l'innovazione tecnologica come opportunità di incremento della competitività aziendale. I Parchi Tecnologici sono esempi di questi punti di incontro in cui oltre ad offrire spazi fisici per alloggiare laboratori universitari di ricerca applicata e sezioni di imprese principalmente destinate allo sviluppo di nuovi prodotti e processi produttivi vengono forniti servizi gestiti da personale altamente qualificato e dotato di un’elevata conoscenza di tutti gli aspetti che intervengano nella catena dell’innovazione tecnologica efficace.
Il Virtual Reality and Multi Media Park rappresenta una realtà in cui questi principi generali relativi all’innovazione tecnologica sono implementati dando luogo a dei laboratori di ricerca applicata e ad una scuola di alta formazione che operano in stretto contatto con una testa di filiera che utilizza i servizi e le tecnologie del Parco per fare crescere la capacità e la competitività delle PMI locali afferenti al settore industriale qualificabile con il termine molto generale della produzione di audiovisivi.
L’uso della realtà virtuale e della grafica computazionale (Computer Graphics) in vari ambiti applicativi costituisce un esempio della catena dell’innovazione tecnologica che partendo da risultati di ricerca (tecnologici, scientifici e umanistici) oggi ben consolidati porta alla realizzazione di prodotti audiovisivi prototipali che, pur avendo molti elementi in comune, spaziano su campi applicativi molto diversi che vanno dalla ricostruzione di installazioni multimediali complesse (con rappresentazione accurata delle architetture, dei suoni e delle immagini) alla realizzazione di filmati in cui i caratteri e le scene sono interamente generati dal calcolatore.
Esempi significativi di questo percorso tecnologico complesso con cui il VR&MM Park contribuisce all’iniziativa “Porte Aperte all’Innovazione” sono la ricostruzione tridimensionale ed interattiva di un padiglione dell’esposizione mondiale di Bruxelles del 1958 (VEP: Virtual Electronic Poem) che rappresentò la prima opera multimediale progettata da Le Corbusier per la Philips, avvalendosi di un “suono organizzato” ideato da Varèse con immagini proiettate sulle superfici interne costituite da paraboloidi iperbolici disegnati da Xenakis, e la realizzazione del “trailer” di un film di animazione digitale tridimensionale (Human) che utilizzano pesantemente le tecnologie digitali installate nel Parco e che evidenziano le problematiche scientifiche e tecnologiche caratteristiche della produzione di audiovisivi interattivi complessi e di alta qualità. La realizzazione di prodotti di questa gamma coinvolge molte professionalità che spaziano dai campi più propriamente artistici e creativi, a quelli tecnologici necessari per permettere la realizzazione di queste animazioni , a quelli di natura organizzativa indispensabili perché la catena produttiva complessa caratteristica di questi “oggetti” possa qualificarli come prodotti industriali.