Contributo di Andrea Bairati,
Assessore all’Università, alla Ricerca,
alle Politiche per l’Innovazione e l’Internazionalizzazione
PORTE APERTE ALL’ INNOVAZIONE
Un viaggio alla scoperta delle eccellenze piemontesi. Quelle che fanno dell’innovazione la loro vera forza propulsiva. Una settimana dedicata alla valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico del nostro territorio: dall’aerospaziale all’utilizzo di fonti di energia alternativa, dall’automazione alla comunicazione, dal design ai trasporti.
Torino è centro di innovazione, questa è una regione di innovazione: numerose e significative sono le realtà in tutte le province del nostro territorio. Il cambiamento, il trasferimento tecnologico e l’innovazione sono scritti nei geni, nel DNA di questo territorio. Nella dimensione pubblica, in quella privata, nelle accademie e nelle imprese.
Il nostro obiettivo - e quello di questa manifestazione - è aprire le porte anche e soprattutto a realtà territoriali che nascondono al loro interno grandi potenzialità di ricerca. Dobbiamo costruire un sistema di opportunità reali per chi si occupa di innovazione in Piemonte nascono grandi talenti: dobbiamo consolidare e rilanciare le opportunità locali per i giovani, che sono la linfa essenziale del nostro territorio.
In una società che tende a chiudersi, aprire le porte significa credere nel forte valore delle tecnologie come principale fonte di crescita e di sviluppo. Per i giovani e per le imprese del Piemonte, che hanno un valore di orientamento verso l’esterno ancora troppo debole. Aprire le porte dei luoghi dove si fa cambiamento indica una strada, un’opportunità di crescita. Un segnale verso quei luoghi dove si genera qualità. I giovani inseriti in percorsi di alta innovazione devono essere valorizzati dal mercato piemontese. “Porte aperte all’innovazione” è un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. Per una settimana imprese e laboratori tecnologici trasformeranno il territorio in un grande centro di ricerca. Un patrimonio unico che va divulgato, perchè l’innovazione è uno dei motori fondamentali della società in cui viviamo.
Stiamo lavorando alla legge sulla ricerca. Individueremo linee generali d’intervento sulle quali credere e investire. Non solo. Sceglieremo Cluster strategici: dall’aerospaziale, alla mobilità, dall’energia, alle biotecnologie, e utilizzeremo settori trasversali come l’ICT e il Design come veri beni (asset) distintivi per la competitività del sistema piemontese. Linee di indirizzo, di reale interesse regionale. Linee sulle quali si giocherà anche la competitività nazionale: come la logistica nell’alessandrino, il tessile nel biellese, la meccanica applicata all’agricoltura e all’alimentare nel cuneese e ad Asti.
Investimenti strategici, come le tecnologie della comunicazione, che dovranno costituire il principale riferimento per i giovani ricercatori, per il trasferimento tecnologico e la proprietà intellettuale.
Faremo delle scelte, ma il sistema dovrà riconoscere opportunità. L’innovazione avrà un ruolo chiave. Abbiamo personale qualificato e strutture all’altezza dei compiti.
Il nostro compito sarà mettere in moto gli strumenti e attivare gli attori sulla scena, “aprendo le porte all’innovazione”.